Inizio

2:30 pm

venerdì, gennaio 1, 2021

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Fine

11:30 pm

venerdì, gennaio 1, 2021

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Indirizzo

Teatro Regio di Parma - Via Giuseppe Garibaldi, 16/a, 43121 Parma - DATA DA DEFINIRE

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Descrizione evento

Assistere ad un’opera al Teatro Regio di Parma è una delle emozioni più ambite a livello internazionale.
Da questo nasce l’idea di dedicare un’esclusiva giornata di immersione in un’atmosfera, quella del Teatro Regio di Parma, che tutto il mondo ci invidia.
Il Teatro Regio, in origine Nuovo Teatro Ducale, è considerato dagli appassionati d’opera il punto di riferimento della grande tradizione operistica italiana.
Il Teatro Regio aprirà le sue porte per svelare la sala del lirico e altri ambienti misteriosi e ipertecnologici, solitamente inaccessibili al pubblico, che diventeranno così le tappe di un sorprendente percorso dietro le quinte tra i palchi, la platea, le sale e i lunghi corridoi alla scoperta dei segreti del Teatro.
Accompagnatori unici ne illustreranno le caratteristiche, ripercorrendo storie e aneddoti.

Il focus

Scoprire e riscoprire il senso di un pezzo determinante della storia e della cultura del nostro paese: è il senso di questa imperdibile opportunità, che mette insieme la possibilità di partecipare ad una straordinaria serata assistendo ad un’opera teatrale, preceduta nel pomeriggio da una visita esclusiva al Teatro Regio con tutte le curiosità che lo contraddistinguono.

Il Teatro Regio

Il Teatro Regio, nato per volontà della Duchessa Maria Luigia d’Asburgo – Lorena, moglie di Napoleone, che fa iniziare i lavori nel 1821 e lo inaugura il 16 maggio con Zaira, opera del Bellini, è giunto quasi inalterato fino ai giorni nostri. Ha una facciata in stile neo classico caratterizzata da un colonnato di ordine ionico ed è costituito dalla sala con la platea, quattro ordini di palco e il loggione, il tutto dominato dal soffitto dipinto da Giovan Battista Borghesi e dall’”Astrolampo”, il grande lampadario in bronzo dorato forgiato dalle officine Lacarrière di Parigi. Il sipario dipinto, sempre opera dei Borghesi, è ancora quello originale, uno dei pochi esempi giunti fino a noi.
Destinato ad accogliere i più vari generi di spettacolo, dall’opera alla danza, dalla declamazione poetica alle forme di “arte varia” più diverse (funambolismo e prove ginniche, numeri con animali ammaestrati, dimostrazioni scientifiche, illusionismo, esposizione di “curiosità”), è stato sin dall’inaugurazione testimone e protagonista dei cruciali cambiamenti che investono il melodramma durante l’Ottocento e il secolo successivo, dalla fine dell’epoca legata al nome di Rossini alla supremazia del repertorio verdiano, dall’apertura alle esperienze francesi e tedesche, all’estrema evoluzione in senso realistico dell’opera italiana con Mascagni, Leoncavallo e Puccini.

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